Salve a tutti!
In questo vi sto scrivendo dal Liceo Maiorana di Mirani, vediamo se da fuori casa posto qualcosa!
Alessandro
venerdì 22 febbraio 2008
domenica 17 febbraio 2008
Esempio schematico per iniziare a parlare di poesia...
Posto di seguito uno schema di percorso da utilizzare a scuola, ma anche per autodidatti, sulla poesia (in una formamolto simile ad una webquest).
Introduzione alla poesia
Oggi inizieremo un viaggio tra le basi della poesia, cioè la metrica e le figure retoriche. Il motivo è semplice, per chi voglia apprezzare meglio il lavoro di un poeta, è necessario che conosca gli "strumenti” che il poeta usa (o può usare). Se poi, l'interesse per la poesia rimane alquanto scarso, allora il presente percorso doterà, comunque, lo studente di conoscenze che saranno necessari per affrontare il triennio successivo e, addirittura, svolgere una buona analisi di tsto poetico all'esame di stato.
Prodotto
Gli studenti dovranno sviluppare una presentazione in powerpoint che renda in maniera semplice ed intuitiva (attraverso immagini, schemi, suoni, video...) gli aspetti affrontati in questa webquest, conclusa da una propria poesia “coerente” con quello che hanno sviluppato.
Procedimento
Si immagina una divisione in tre gruppi della classe, per arrivare ai tre prodotti finali. Uno si occuperà di “presentare” una definizione o delle definizioni di poesia e di verso / ritmo.
Il secondo analizzerà l’aspetto metrico del linguaggio poetico, cercando di selezionare le figure retoriche più importanti, distinguendo figure di parola e figure di senso.
Il terzo proporrà un’analisi di una canzone italiana (per esempio, una canzone degli 883 da un sito dedicato ai testi delle canzoni; oppure una canzone di San Remo se si è nella fase del festival!), sfruttando un “prontuario” di definizioni ed esempi (vedi sito di poetare.it).
Alla fine ciascun gruppo produrrà una propria “poesia”, cercando di seguire ciò che ha scoperto nel suo campo di ricerca.
Nella sostanza, ogni singolo gruppo dovrà “semplificare” ulteriormente il materiale fornito, analizzato e / o visitato, tendente a mettere in risalto gli aspetti principali dell’argomento. All’interno del gruppo si possono immaginare “ruoli” diversi: gli “analizzatori” / “lettori” di materiali; gli “scrittori” del materiale prodotto; i “controllori” di ciò che viene prodotto e gli “impaginatori”, coloro che daranno la forma finale al lavoro svolto (una sorta di sviluppatori web o specialisti di powerpoint).
Risorse
I gruppo
http://it.wikipedia.org/wiki/Poesia (un punto di partenza per una propria definizione – o definizione propria? - di poesia)
http://www.sfi.it/cf/archivio_cf/cf14/articoli/brega/brano_10.htm (Heidegger e il linguaggio poetico)
II gruppo
Pietro G. Beltrami, Gli strumenti della poesia, Il mulino, pp. 13-19 / 31-33 (fotocopie fornite dall’insegnante) – il perché della metrica e definizione di verso –.
http://www.poetare.it/figure.html (principali figure retoriche)
III gruppo
http://www.poetare.it/fucina.html (consigli per “poetandi”)
http://kingdom.hano.it/index.php?option=com_content&task=view&id=293&Itemid=
(tra poesia e rap)
http://angolotesti.leonardo.it/
Per tutti
Eventuale uso del manuale di scrittura e linguaggi in dotazione ai ragazzi.
Valutazione
La fase di valutazione coinvolgerà direttamente gli stessi gruppi di studenti, che si confronteranno tra loro. Punto chiave per una buona riuscita del lavoro è la chiarezza e semplicità del prodotto finale ottenuto e l’esposizione (e qui si potrebbe immaginare un preciso ruolo all’interno di ogni gruppo, quello del “portavoce”). All’insegnante spetterà una valutazione finale generale per ogni gruppo (sia sul risultato ottenuto, sia sul modo di lavorare ecc.).
Si potrebbe immaginare un’analisi per tutti, in una fase successiva, di una canzone italiana scelta dall’insegnante, volta ad individuare tutti gli elementi “scovati” dagli studenti.
Conclusione
Si potrebbe immaginare una presentazione del proprio lavoro ad una classe parallela o al consiglio di classe, o ai genitori.
_________________
Se non avete già abbandonato per noia, vi saluto ;-)
Introduzione alla poesia
Oggi inizieremo un viaggio tra le basi della poesia, cioè la metrica e le figure retoriche. Il motivo è semplice, per chi voglia apprezzare meglio il lavoro di un poeta, è necessario che conosca gli "strumenti” che il poeta usa (o può usare). Se poi, l'interesse per la poesia rimane alquanto scarso, allora il presente percorso doterà, comunque, lo studente di conoscenze che saranno necessari per affrontare il triennio successivo e, addirittura, svolgere una buona analisi di tsto poetico all'esame di stato.
Prodotto
Gli studenti dovranno sviluppare una presentazione in powerpoint che renda in maniera semplice ed intuitiva (attraverso immagini, schemi, suoni, video...) gli aspetti affrontati in questa webquest, conclusa da una propria poesia “coerente” con quello che hanno sviluppato.
Procedimento
Si immagina una divisione in tre gruppi della classe, per arrivare ai tre prodotti finali. Uno si occuperà di “presentare” una definizione o delle definizioni di poesia e di verso / ritmo.
Il secondo analizzerà l’aspetto metrico del linguaggio poetico, cercando di selezionare le figure retoriche più importanti, distinguendo figure di parola e figure di senso.
Il terzo proporrà un’analisi di una canzone italiana (per esempio, una canzone degli 883 da un sito dedicato ai testi delle canzoni; oppure una canzone di San Remo se si è nella fase del festival!), sfruttando un “prontuario” di definizioni ed esempi (vedi sito di poetare.it).
Alla fine ciascun gruppo produrrà una propria “poesia”, cercando di seguire ciò che ha scoperto nel suo campo di ricerca.
Nella sostanza, ogni singolo gruppo dovrà “semplificare” ulteriormente il materiale fornito, analizzato e / o visitato, tendente a mettere in risalto gli aspetti principali dell’argomento. All’interno del gruppo si possono immaginare “ruoli” diversi: gli “analizzatori” / “lettori” di materiali; gli “scrittori” del materiale prodotto; i “controllori” di ciò che viene prodotto e gli “impaginatori”, coloro che daranno la forma finale al lavoro svolto (una sorta di sviluppatori web o specialisti di powerpoint).
Risorse
I gruppo
http://it.wikipedia.org/wiki/Poesia (un punto di partenza per una propria definizione – o definizione propria? - di poesia)
http://www.sfi.it/cf/archivio_cf/cf14/articoli/brega/brano_10.htm (Heidegger e il linguaggio poetico)
II gruppo
Pietro G. Beltrami, Gli strumenti della poesia, Il mulino, pp. 13-19 / 31-33 (fotocopie fornite dall’insegnante) – il perché della metrica e definizione di verso –.
http://www.poetare.it/figure.html (principali figure retoriche)
III gruppo
http://www.poetare.it/fucina.html (consigli per “poetandi”)
http://kingdom.hano.it/index.php?option=com_content&task=view&id=293&Itemid=
(tra poesia e rap)
http://angolotesti.leonardo.it/
Per tutti
Eventuale uso del manuale di scrittura e linguaggi in dotazione ai ragazzi.
Valutazione
La fase di valutazione coinvolgerà direttamente gli stessi gruppi di studenti, che si confronteranno tra loro. Punto chiave per una buona riuscita del lavoro è la chiarezza e semplicità del prodotto finale ottenuto e l’esposizione (e qui si potrebbe immaginare un preciso ruolo all’interno di ogni gruppo, quello del “portavoce”). All’insegnante spetterà una valutazione finale generale per ogni gruppo (sia sul risultato ottenuto, sia sul modo di lavorare ecc.).
Si potrebbe immaginare un’analisi per tutti, in una fase successiva, di una canzone italiana scelta dall’insegnante, volta ad individuare tutti gli elementi “scovati” dagli studenti.
Conclusione
Si potrebbe immaginare una presentazione del proprio lavoro ad una classe parallela o al consiglio di classe, o ai genitori.
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Se non avete già abbandonato per noia, vi saluto ;-)
La poesia non è solo un testo scritto, ma è un elemento, una sensazione, un qualcosa di indefinibile che si può trovare anche nei posti più impensabili, magari portatrice di un qualche messaggio. Quante volte, di fronte ad un paesaggio o ad un quadro, ad un film abbiamo percepito un non so che di celeste, per usare in maniera sgangherata la famosa espressione Ortisiana?
Ecco, di fronte a questo video ho provato le stesse sensazioni... Sempre se riesco ad inserirlo nel mio blog... Ve lo detto che sto sperimentando no?
Saluti
Ecco, di fronte a questo video ho provato le stesse sensazioni... Sempre se riesco ad inserirlo nel mio blog... Ve lo detto che sto sperimentando no?
Saluti
Introduzione
Occupando abusivamente e per volontà superiori (no, Dio non c'entra in questo caso), inizio questo piccolo esperimento di attività didattica sul web.
Come l'architetto Kenji Tanaka concepisce l'architettura come studio della terra e dell'uomo per arrivare all'essenza della struttura, cioè lo spazio vitale, così la poesia può essere vista come un percorso che dallo sguardo sulla realtà riesce a percepirne l'intima essenza. E se non sempre si potrà ottenere questo risultato, almeno ci si sarà allontanati dagli affanni quotidiani per qualche istante...
E a pensare agli affanni quotidiani, per esempio, imparare a fare un blog (per l'appunto...), mi salta alla mente questa poesia:
Come l'architetto Kenji Tanaka concepisce l'architettura come studio della terra e dell'uomo per arrivare all'essenza della struttura, cioè lo spazio vitale, così la poesia può essere vista come un percorso che dallo sguardo sulla realtà riesce a percepirne l'intima essenza. E se non sempre si potrà ottenere questo risultato, almeno ci si sarà allontanati dagli affanni quotidiani per qualche istante...
E a pensare agli affanni quotidiani, per esempio, imparare a fare un blog (per l'appunto...), mi salta alla mente questa poesia:
Dall’intensa nuvolaglia
Giù – brunita la corazza,
Con guizzi di lucido giallo,
Con suono che scoppia e si scaglia –
Piomba il turbine e scorrazza
Sul vento proteso a cavallo
Campi e ville,e dà battaglia;
Ma quand’urta una città
Si scàrdina in ogni maglia,
S’inombra come un’occhiaia,
E guizzi e suono e vento
Tramuta in ansietà
D’affollate faccende in tormento:
E senza combattere ammazza.
[da C.Rebora,Le poesie,a cura di G.
Mussini e V.Scheiwiller,Garzanti, Milano 1988.]
Come in questi tempi viviamo notevoli scossoni e rotture (sentimentali, politiche, di pace ecc.), così la poesia "Il turbine" esprime questo umor nero attraverso appunto rotture testuali (tecnicamente si parla di iperbati e anastrofi: i primi sono divisioni nette di elementi che grammaticalmente andrebbero legate, le altre sono dei cambiamenti di ordine delle parole).
Certo, la poesia non è del tutto negativa. La prima parte si distingue dalla seconda per opposizione: la campagna è il luogo della manifestazione libera della potenza; la città è il luogo dell' "ansietà".
Alla prossima!
Certo, la poesia non è del tutto negativa. La prima parte si distingue dalla seconda per opposizione: la campagna è il luogo della manifestazione libera della potenza; la città è il luogo dell' "ansietà".
Alla prossima!
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